Buio in Biblioteca · L’ultimo turno

L’ULTIMO TURNO
Mercoledì 21 ottobre 2026, ore 21 – Buio in Biblioteca
Heldin (titolo originale) · Late Shift (titolo internazionale) · Svizzera/Germania, 2025 · Drammatico · 92 minuti · Regia di Petra Volpe
📍 Biblioteca / Centro Culturale “Andrea Mantegna”, Piazza IV Novembre, Piazzola sul Brenta
🎟️ Ingresso gratuito
Una notte in corsia, un film che non si dimentica
Si apre con L’ultimo turno la rassegna Buio in Biblioteca 2026: un film intenso e necessario, che porta lo spettatore dentro un ospedale svizzero per seguire, ora dopo ora, il turno di notte dell’infermiera Floria Lind.
Floria è una giovane infermiera che lavora in un ospedale del cantone tedesco della Svizzera e deve gestire un intero reparto quasi da sola, con l’aiuto di un’unica collega. Appassionata e meticolosa, conosce tutti i suoi pazienti e crede nella forza dell’empatia verso chi soffre. Ma le ore passano senza tregua, le emergenze si moltiplicano e Floria cerca con tenacia di seguire le procedure e di prendersi cura di tutti, fino a quando la pressione diventa difficile da reggere.
Un dramma teso e umanissimo, che affronta un problema globale e urgente: la grave carenza di personale infermieristico, e ci fa sentire in prima persona il peso fisico ed emotivo di un sistema sanitario sovraccarico.
Il film
Girato in tempo reale, in un unico luogo e nell’arco di un’unica notte, L’ultimo turno privilegia uno stile asciutto e diretto, lontano dal sentimentalismo. Petra Volpe sceglie un cinema molto vicino al documentario, che vuole essere una storia-manifesto sulle condizioni di lavoro pesanti di chi cura. Il risultato, secondo la critica, è un film essenziale e coinvolgente, dove anche i piccoli gesti quotidiani diventano tensione narrativa.
Per scrivere la sceneggiatura, la regista ha svolto una lunga ricerca, leggendo il libro di Madeline Calvelage sul mestiere di infermiera e intervistando decine di infermieri e infermiere in Svizzera, Germania e Stati Uniti. La protagonista è anche una madre single, e la sua vita fuori dall’ospedale si intreccia con il carico di lavoro.
Il titolo originale, Heldin, in tedesco significa “eroina”: un omaggio a chi, ogni giorno, tiene in piedi gli ospedali. Per la distribuzione internazionale si è scelto il titolo Late Shift per evitare confusione con la parola inglese “heroin”, che avrebbe distolto dal messaggio del film.
Cast e troupe
- Regia e sceneggiatura: Petra Volpe
- Protagonista: Leonie Benesch (Floria Lind), nota a livello internazionale per i film candidati all’Oscar La sala professori e September 5
- Con: Sonja Riesen (Bea Schmid), Selma Jamal Aldin (Amelie Afshar), Alireza Bayram (Jan Sharif), Ali Kandaş, Aline Beetschen, Jasmin Mattei, Urs Bihler e altri
- Fotografia: Judith Kaufmann
- Produzione: Zodiac Pictures (Zurigo), MMC Zodiac (Colonia), SRF e SRG SSR
La regista: Petra Volpe
Sceneggiatrice e regista svizzera, ha studiato alla Film University Babelsberg e ha esordito nel cinema nel 2013 con Dreamland. Nel 2017 ha ottenuto grande risonanza internazionale con Contro l’ordine divino, distribuito in 30 Paesi. Con L’ultimo turno cambia registro: dal racconto della battaglia per il suffragio femminile a un realismo quasi documentaristico, mantenendo al centro l’universo femminile e le sue battaglie.
Premi e riconoscimenti
- Presentato in anteprima mondiale alla Berlinale 2025, nella sezione Berlinale Special
- Scelto come candidato ufficiale della Svizzera agli Oscar 2026 per il miglior film internazionale
- Inserito nella shortlist dell’Academy, tra i 15 film ancora in corsa per la nomination
- Vincitore di quattro premi ai Swiss Film Awards 2026, tra cui miglior film
- La direttrice della fotografia Judith Kaufmann ha vinto il Premio della Camera tedesco e la Rana d’Oro a Camerimage; Leonie Benesch ha ottenuto una nomination come migliore attrice agli European Film Awards
- Oltre 660.000 spettatori nei Paesi di lingua tedesca e venduto in 50 Paesi
Perché vederlo
Perché è un film che parla di tutti noi: di chi si prende cura e di chi ha bisogno di cura, del valore del lavoro che spesso non si vede e di cosa significa, davvero, essere presenti per gli altri. Una serata perfetta per aprire la rassegna, tra emozione e riflessione.


